Adenite equina
Adenite
equina, la malattia più frequente nel cavallo
E' una malattia delle prime vie respiratorie ad eziologia batterica:
l'agente che la determina è un batterio chiamato Streptococcus
equ. Si tratta della malattia più frequente del cavallo. I soggetti
al di sotto dei 6 anni sono maggiormente esposti al contagio.
In alcune zone periodicamente si assiste alla presenza di epidemie. La
malattia ha un'elevata morbilità ma una bassa mortalità:
cioè è altamente contagiosa ma raramente mortale. Dopo l'ingresso
del batterio per via nasale o alimentare, trascorsi tra i 3 e i 10 giorni,
la malattia si manifesta all’improvviso con depressione,
inappetenza, scolo nasale (contenente per lo più pus)
e febbre; i linfonodi sottomandibolari aumentano di volume
in modo drammatico a causa dalla formazione di ascessi al loro interno
che maturano e si aprono verso l’esterno determinando un miglioramento
delle condizioni del cavallo. In rari casi questi ascessi si possono formare
a livello intestinale o polmonare (adenite atipica). Appena si ha anche
il solo sospetto che un cavallo abbia contratto l’adenite è
necessario chiamare immediatamente il veterinario, isolare il cavallo,
bruciare la lettiera del suo box, e usare per il suo governo attrezzi
e vestiario esclusivamente utilizzati per lui. L’isolamento continua
anche dopo 4-5 settimane dalla guarigione dei sintomi.
GruppoEditorialeCastelNegrino
"Voglio un cavallo" testo con tutte le informazioni
di base e le principali patologie e i rimedi naturali
Candioli
Agipiù Vet spray ottimo disinfettante la cura
delle lesioni dovute agli ascessi
Fitovital
AeroFit balsamico naturale che migliora la respirazione nella stagione
fredda ed in ambienti particolarmente polverosi
Prevenire l'adenite equina
Il responsabile dell'Adenite, può diffondere rapidamente per
contatto o per via indiretta, tramite condivisione di
finimenti (filetti, capezze, selle, briglie, striglie, su cui
può sopravvivere due mesi); mediante condivisione del cibo
o dell’acqua (può sopravvivere per almeno un mese
nell’acqua) utilizzando la stessa mangiatoia o abbeveratoio; mediante
condivisione o trasferimento di lettiera contaminata; attraverso abiti
e calzature del personale; con le mani non lavate
nel passaggio da un cavallo ad un altro. Quindi buone norme di prevenzione
sono: evitare contatti con cavalli di origine sconosciuta o di strutture
vicine il cui stato sanitario non è accertato; evitare il sovraffollamento
della struttura; effettuare la quarantena per almeno alcune settimane
per i nuovi arrivi; ridurre la condivisione di finiture, materiali, attrezzi,
equipaggiamenti tra cavalli; evitare che personale estraneo abbia libero
ingresso alla struttura e contatto con i cavalli; far rispettare dal personale
addetto norme preventive (cambiando abiti, calzari ed attrezzi); vaccinare
tutti i cavalli della struttura e assicurarsi che tutti i cavalli
nuovi che accedono alla struttura siano in regola con il piano di vaccinazione
nei confronti della stessa malattia.
Sintomi e terapia dell'adenite equina
Alla comparsa della malattia il cavallo appare depresso e smette di mangiare.
La temperatura corporea aumenta fino a 41°C. Dopo pochi giorni i linfonodi
attorno al collo si ingrossano (da cui il nome "adenite")
formando degli ascessi a causa dei quali il cavallo può avere difficoltà
a respirare e a deglutire. Lo scolo nasale diventa torbido e
poi purulento. Con la rottura verso l’esterno degli ascessi le condizioni
del cavallo migliorano, ma il pus che si libera è altamente
infettante e può diffondere ad altri cavalli se non sono
prese misure di isolamento precauzionali. In alcuni casi gli ascessi si
diffondono ad altre parti del corpo rendendo il decorso più lungo
e complicato, raramente fatale. Il trattamento spesso comprende soprattutto
cure di supporto e misure igieniche, definite dal veterinario. La somministrazione
di antibiotici, su prescrizione del veterinario, non è sempre in
grado di penetrare attraverso le capsule degli ascessi. Dopo l’ingrossamento
dei linfonodi e la formazione degli ascessi, per favorire l’apertura
degli ascessi, si possono fare impacchi caldi o addirittura può
essere effettuato un intervento chirurgico. Sono da raccomandare dei lavaggi
delle cavità ascessuali con soluzioni antisettiche (betadine)
sino alla guarigione, spesso raggiunta solo dopo alcune settimane. Nelle
forme "atipiche" gli ascessi che si sviluppano in altri distretti
organici comportano complicazioni più o meno gravi. Un’altra
complicazione molto grave è la "porpora emorragica" che
si manifesta come una grave alterazione circolatoria e l’accumulo
periferico di fluidi che può condurre ad insufficienza circolatoria
e morte del cavallo.
|