Rabbia: di nuovo obbligatoria la vaccinazione dei cani
Cos'è la rabbia
La
rabbia è una zoonosi, cioè una malattia
trasmissibile da una specie animale all'altra includendo tra queste tutti
gli animali a sangue caldo selvatici, domestici, e uomo! E' provocata
da un virus (Rabdovirus, genere Lyssavirus), che viene trasmesso attraverso
il contatto della saliva di un animale infetto con le mucose di uno sano:
cioè attrraverso morsi, ferite, graffi, soluzioni di continuo
della cute o contatto con mucose anche integre (es. accoppiamento).
Il cane, tra gli animali domestici, e la volpe, tra quelli selvatici,
sono quelli che fungono da principali fonti di contagio, e per questo
sono quelli che in caso di epidemia vengono trattati per primi con campagne
di vaccinazione estese a ampi territori dove si sono verificati i casi
di malattia.
La malattia si manifesta come una encefalite: cioè un infiammazione
di tutto il cerevello per l'invasione delle cellule da parte del virus:
una volta che i sintomi della malattia si manifestano, il soggetto colpito
ha poche possibilità di sopravvivenza soprattutto se la terapia
specifica non viene effettuata entro una settimana dal momento del contagio.
L'Organizzazione mondiale di sanità animale la considera tra le
malattie trasmissibili di notevole importanza socio-economica e di sanità
pubblica all'interno degli stati e che sono significative nel commercio
internazionale di animali e di prodotti di origine animale.
Si manifesta in due diverse forme, la più frequente è quella
cosidetta furiosa con disturbi psicomotori e sovraeccitabiolità
(la perdita dell’orientamento, vagabondaggio, accessi di iperattività
spesso aggresiva). Negli animali spesso si manifestano alterazioni della
voce e perdita di saliva, e poi progressione della paralisi della muscolatura,
fino al coma e alla morte. La forma meno frequente, si manifesta "solo"
con paralisi progressiva, senza i segni di aggressività, e spesso
è più difficile per il proprietario identificarla come rabbia
nei propri animali.
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Pets porta documenti per il cane fondamentale avere sempre a portata
di mano i documenti del cane che indichino le sue vaccinazioni per poter
viaggiare all'estero e anche nelle regioni con obbligo di vaccinazione
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ottimo detergente per ripulire gli ambienti e le suppellettili contaminate
da saliva di animali infetti
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Vecchi editore "Vivere con il cane - Cane aggressivo? La soluzione
esiste!" per capire che un cane aggressivo non è rabbioso,
ma va comunque curato in modo opportuno!
Misure adottate nele zone con il contagio manifesto
A più di 13 anni dal riconoscimento dell'Italia come paese indenne
da rabbia, nonostante la vicinanza con paesi come l’Austria, la
Croazia e la Slovenia, dove la malattia è ancora presente, la rabbia
silvestre torna in Friuli, dove a novembre scorso venivano segnalati quattro
volpi, un cane ed un tasso, tutti idrofobi. Nell'autunno scorso l’Istituto
zooprofilattico sperimentale delle tre Venezie ha diagnosticato 69 di
casi di animali (volpi, cani, tassi, asino, capriolo, faina, gatto) positivi
al virus. Per bloccare la diffusione dell’infezione è in
corso una campagna di vaccinazioni sotto stresso controllo del ministero,
in tutto il territorio del Friuli successivamente anche nel Veneto, e
nelle province autonome di Trento e Bolzano. La vaccinazione
antirabbica precontagio è resa obbligatoria sui cani che
devono essere tenuti obbligatoriamente al guinzaglio. I cani provenienti
dal rimanente territorio nazionale al seguito di persone devono essere
stati vaccinati contro la rabbia da almeno 21 giorni, prima della loro
introduzione in Friuli o Veneto. Inoltre, è stata proibita sullo
stesso territorio l'utilizzo per soccorso alpino e caccia di cani non
vaccinati da almeno 21 giorni. Tutti gli animali domentici sensibili,
anche provenienti da altre regioni o province, destinati al pascolo nei
territori potenzialmente infetti devono essere vaccinati pre-contagio
almeno 21 giorni prima della partenza. Nel caso di positività alla
rabbia di gatti di colonia può essere disposta
la vaccinazione dei componenti di tutta la colonia sul territorio del
positivo e di tutti i gatti di proprietà dello stesso territorio.
E' resa inoltre obbligatoria la campagna di vaccinazione orale
delle volpi su tutto il territorio.
Cosa fare in caso di rabbia !
La prevenzione della malattia si basa quindi sulla vaccinazione preventiva,
che non è obbligatoria nell'uomo se non per chi svolge attività
professionale a rischio (veterinari, guardie forestali, cinovigili, guardie
venatorie ecc.). In caso di aggressione da parte di un animale sospetto,
la terapia si basa sul trattamento vaccinale post-esposizione, sia che
si tratti di animale che di persona. In questo caso inoltre, l’animale
(sia il morsicatore che il morsicato) deve essere sottoposto ad una quarantena
(osservazione) di 10 giorni, in modo tale da poter escludere l’esposizione
al virus al momento dell’aggressione. In caso di aggressione con
possibile esposizione alla rabbia è importante lavare e
sciacquare la ferita o il punto di contatto con acqua e sapone,
detergenti o acqua naturale, seguito dalla applicazione di etanolo,
tintura o soluzione acquosa di iodio. A questo punto, a seconda
dei casi, si effettua la somministrazione del vaccino (che
rappresenta uno strumento di profilassi ma è efficace anche quando
viene somministrato dopo una esposizione) o di immunoglobuline anti-rabbiche
(siero anti-rabbico).
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