Consigli per affrontare la visita
omeopatica con cani, gatti e co.
Scetticismo ed omeopatia
Lo
studio e l’esperienza sugli animali utilizzando la medicina classica,
con la convinzione che fosse l’unica soluzione alle malattie, mi
ha dotato di uno scetticismo che ora mi fa capire come possa essere difficile
accettare che l’omeopatia funziona. In ogni caso non è
da considerare una scienza a sé; è, infatti, assolutamente
necessaria una diagnosi clinica molto accurata, prima di pensare a qualunque
terapia: la prescrizione omeopatica non è basata solo sul rilievo
del sintomo! Quindi l’omeopatia non può prescindere
dalla formulazione di una diagnosi clinica, e non può essere considerata
la cura di qualsiasi malattia. In Italia, la pratica omeopatica
è una riconosciuta ai fini legali, ma non esiste una specializzazione:
qualsiasi medico può prescrivere un medicinale omeopatico, come
libera è la sua vendita in farmacia.
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Come si arriva ad una prescrizione omeopatica? 
Innanzi tutto bisogna visitare l’animale, poi
sarà formulata una diagnosi, in base alla quale
si decide se il caso va trattato in maniera convenzionale oppure con l’omeopatia.
A questo punto, a mio giudizio, la differenza fra un medico esperto in
omeopatia ed uno che la rifiuta è che il primo può scegliere
fra un maggior numero di alternative terapeutiche rispetto al secondo.
Nel caso si scelga l’omeopatia, può cominciare la
visita omeopatica, volta alla comprensione della natura dell’animale.
Vengono formulate al proprietario una serie di domande che generalmente
spiazzano il proprietario e lo mettono anche seriamente in difficoltà.
Per esempio se un omeopata umano chiede ad un suo paziente se ami uscire
nelle giornate di pioggia, avrà una risposta più o meno
definita ma chiara: se l’omeopata fa la stessa domanda al proprietario
del cane è molto probabile che questi risponda più con i
suoi gusti che con quelli del cane! Individuata la tipologia dell’animale,
l’omeopata ha già in mente quali rimedi
sono indicati per il suo paziente e sceglie quello più simile ai
sintomi fisici e psichici ne decide la “potenza”, e ne stabilisce
la posologia. Attenzione quindi ai rimedi omeopatici per esempio letti
sui giornali, se i componenti non concordano con il carattere del soggetto,
potrebbero non avere efficacia! Fatevi sempre consigliare da un esperto
omeopata.
Consigli per affrontare al meglio la visita omeopatica
L’omeopatia classica prevede l’individuazione e quindi la
somministrazione di un solo rimedio alla volta, per poter
osservare le reazioni del paziente. Le prescrizioni complesse, più
spesso usate sono combinazioni a concentrazione variabile di rimedi, per
ottenere sinergismo d’azione. Sono scelte in base alla sintomatologia
e sono un valido aiuto quando non modo di approfondire a dovere. Se decidete
di portare il vostro animale da un veterinario omeopata e siete abituati
solo alla medicina convenzionale, lasciando lo scetticismo fuori
dall’ambulatorio, cercate di rispondere a tutte le domande
che vi verranno poste, anche se strane o addirittura assurde, mettendovi
nei panni del vostro amico peloso: è il solo modo di aiutare il
veterinario a capire con chi ha a che fare e il vostro amico ad ottenere
una formulazione più congeniale e possibilmente più efficace. |