Testudo greca
Classificazione legalmente riconosciuta delle Testudo Greca
Testudo graeca è in appendice II CITES e in allegato A del Regolamento CE 2724/2000: è una specie protetta e non può essere detenuta o venduta, a meno che non si tratti di un soggetto nato in cattività. Anche in tal caso, per essere venduta, deve essere resa riconoscibile (ad esempio l’inserimento del microchip, se la tartaruga è lunga almeno 10 cm o ha almeno 5 anni di età, oppure la foto di piastrone e carapace) e accompagnata sempre dalla relativa documentazione legale. Se si trova casualmente una di queste tartarughe non la si può tenere, si deve denunciarne il ritrovamento al Corpo Forestale dello Stato e si può chiederne l’affidamento, se l’ambiente in cui viene rinvenuta non è idoneo alla sua sopravvivenza.
Le testudo Greche sono state classificate, in base all'origine geografica, diverse sottospecie della Testudo Greca, ma il riconoscimento delle sottospecie di Testudo Greca è piuttosto difficile sia per la confusione nella tassonomia (infatti la classificazione è in revisione, ma anche perché esistono numerose variazioni della colorazione, della forma e delle dimensioni dei soggetti provenienti dalle diverse località geografiche. Le sottospecie riconosciute dal legislatore sono T.G. Greca, T.G. Ibera, T.G. terrestris, T.G. Zarudny; le due che più frequentemente è possibile trovare nei nostri habitat sono la Greca e la Ibera. T. G. Graeca è originaria del nord Africa, dove vive in habitat semi arido con forti variazioni stagionali. Nelle zone più calde è attiva durante il periodo invernale, ma nei periodi più caldi va in estivazione sotto terra. al contrario nelle zone più fredde subisce periodi di letargo di diversi mesi durante l'inverno, mentre è attiva in estate, come avviene anche nel nostro paese. T. G. Ibera (nella foto a fianco) ha una zona di distribuzione che va dalla Turchia/ Grecia all'Iran/ Iraq. L'habitat (zone asciutte e cespugliose) va dal livello del mare a 2700 m di altitudine.
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Caratteristiche della Testudo Greca
Le dimensioni sono molto variabili nelle diverse popolazioni. In media la T. g. graeca è lunga in media 13 cm nel maschio e 18 cm nella femmina; T. g. ibera è più grande: il maschio 18 cm e la femmina 20 cm, ma possono raggiungere dimensioni maggiori.
La corazza è ovoidale, ed è liscia. Lo scuto sopracaudale è solitamente unico (vedi foto a destra-freccia azzurra), ma in alcuni soggetti è diviso, e può confondere con altre specie; in questo caso si osserva il quinto scuto centrale che è più stretto del quarto. Il margine posteriore è più o meno svasato. Sulle zampe posteriori ai lati della coda, presenta un caratteristico tubercolo corneo (vedi foto a destra-frecce rose), mentre la punta della coda è arrotondata.
Il carapace ed il piastrone possono essere giallo, marrone chiaro con aree pigmentate scure di estensione estremamente variabile, fino ad essere quasi completamente neri. Il maschio adulto è più piccolo, presenta una coda più larga e più lunga con l'apertura cloacale più distante dalla base della coda stessa, e ha gli scuti anali che formano una "V" più aperta(vedi foto a destra-frecce verdi). E' impossibile stabilire il sesso dei soggetti giovani: gli elementi di differenza si possono osservare solo all'insorgenza della maturità sessuale. T. g. greca si adatta poco alla cattività: è fondamentale per la loro sopravvivenza conoscere con precisione la zona di origine, e se si tratta di un soggetto che va in letargo o in estivazione. E' più semplice allevare una T.G.Ibera, più resistente, ed adattabile allì'esterno, molto meno al terrario.
Necessità specifiche delle Testudo Greche
La loro sistemazione ideale è rappresentata da un ampio spazio recintato, con recinzione liscia alta almeno 40 cm per evitare la fuga per arrampicata,e deve interrata per almeno 10 cm, per evitare che le tartarughe possano fuggire scavando una galleria. E' molto importante separare i maschi delle femmine, altrimenti il corteggiamento e il continuo accoppiamento può causare lesioni gravi anche mortali alla corazza delle femmine: ideale è un maschio per 5-6 femmine. Nell'habitat naturale vanno in letargo nei mesi freddi, e in estivazione in quelli più caldi. Lo stimolo per la preparazione al letargo è la dalla diminuzione della temperatura e delle ore di luce, ed il primo segnale è la sospensione dell'alimentazione in modo tale da svuotare l'apparato digerente ed evitare che il cibo non completamente digerito prima del letargo provochi putrefazione dello stomaco.
Solo animali con sufficienti riserve di grasso accumulate durante la stagione calda, devono essere lasciati ibernare. Gli animali malati, debilitati o sottopeso o i piccoli dell'anno, vanno mantenuti al caldo per tutto l'inverno, per recuperare le condizioni ottimali. La temperatura ideale durante il letargo deve essere di circa 5°C. Temperature inferiori a 2°C si possono essere potenzialmente pericolose, mentre sopra gli 11°C gli animali tendono a diventare attivi. Per ogni mese di letargo la tartaruga perde l'1% del proprio peso corporeo: è calcolato quindi che un periodo di letargo superiore alle 20 settimane possa diventare pericoloso. Le tartarughe mediterranee sono specie strettamente erbivore; la dieta ricca di fibra, minerali, microelementi e vitamine, povera di grassi e con poche proteine vegetali, non necessita di integrazioni. Le tartarughe gradiscono erba, trifoglio, tarassaco, fiori in genere, erba medica e foglie di fico d'India. I vegetali coltivati vanno dati sporadicamente perchè sono meno ricchi di vitamine e minerali, si possono dare cavoli, lattuga, prezzemolo, foglie di carota, cardo, frutta e ortaggi (melone, pomodoro, mela, pera, peperoni dolci rossi e verdi, anguria, zucchini, )non devono superare il 10% del cibo totale. un'alimentazione con eccesso di proteine e carboidrati causa una crescita anormale del carapace, e ne può causare deformità che mettono in pericolo la vita stessa della tartaruga.
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