Gestazione gatti: tutto quello che c’è da sapere per affrontarla al meglio

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Gestazione gatti

Le gatte non sterilizzate e che amano girovagare all’aperto alla ricerca di nuove avventure, è molto probabile che rimangano incinta. Del resto, gli esemplari femmina di tale specie diventano fertili già a 5-6 mesi d’età, il che vuol dire che da febbraio a fine estate bisogna fare i conti la stagione  dell’amore, che può comportare miagolii, calori e corteggiamento.

La gravidanza, di norma, dura circa 60 giorni e il numero di cuccioli partoriti può variare. Tuttavia, tendenzialmente, si parla di 4-5 micini per volta. Come si può immaginare, è meglio non farsi cogliere impreparati, così da saper assistere al meglio mamma gatta ed accogliere in maniera adeguata i piccoli in arrivo.

Come capire se una gatta è incinta?

Accorgersi se una gatta è incinta non è sempre facile, ma vi sono alcuni segnali che possono aiutare. Prima di tutto se la micia, dopo giorni di miagolii, durante il periodo degli amori, non mostra più alcun interesse per i maschi che le stanno intorno. Ciò, infatti, potrebbe indicare che la fecondazione è già avvenuta.

Tuttavia, è possibile fare attenzione anche ad altri aspetti, come, ad esempio, se si verificano nausee e rigurgiti. Infatti, anche le gatte, proprio come la maggior parte delle donne che aspettano un bambino, possono soffrire di tali disturbi. Infine, è bene ricordare che a metà della gestazione, la pancia delle gatte comincia a tendersi e ad ingrandirsi sensibilmente. In più, al tatto, è addirittura possibile percepire i gattini posti all’interno.

Cosa fare nel corso della gravidanza?

I tempi di gestazione di una gatta, come già accennato in precedenza, si aggirano attorno ai 60 giorni. Per essere più precisi è bene dire che, dal giorno del concepimento al parto, trascorrono tendenzialmente 63-69 giorni.  cuccioli che nascono prima che siano trascorsi 60 giorni potrebbero non sopravvivere. nel momento in cui ci si rende conto o si ha il sospetto che la propria gattina sia gravida, è bene fissare una visita prenatale dal veterinario.

Solitamente, essa è consigliata nella 2° o 3° settimana di gestazione, in quanto in questa fase è utile controllate l’alimentazione dell’animale e fornirgli eventuali integratori. Successivamente, tra la 3° e la 4° settimana, è bene procedere con un’ecografia, al fine di controllare che la crescita dei gattini proceda per il meglio. Per chi desidera conoscere il numero dei cuccioli in arrivo, è necessario, invece, attendere il 45° giorno, in quanto è in questo momento della gravidanza che si formano le ossa dei micetti.

Come prepararsi al meglio al parto?

La fase finale della gestazione dei gatti corrisponde all’ultima settimana prima del parto, durante la quale, solitamente, si manifestano segnali evidenti, ovvero i capezzoli si ingrossano e si arrossano e la gatta tende a sonnecchiare per la maggior parte del tempo. Il comportamento dell’animale muta, invece, a pochi giorni dalla nascita dei piccoli, in quanto è possibile percepire maggiore ansia ed irrequietezza.

Giunti in questa fase è bene chiudere credenze, cassetti ed armadietti, in modo che la gatta non vi partorisca all’interno. Inoltre, è importante preparare una cesta comoda e posizionarla in un luogo tranquillo, in modo che l’animale possa dare alla luce i propri piccoli qui, in totale tranquillità. Durante il travaglio i miagolii si fanno più intensi. Inoltre, la micia comincia a leccarsi e ad ansimare a bocca aperta in maniera frequente. Da lì a poco si romperanno le acque e le contrazioni diventeranno più ravvicinate.

In poco meno di un’ora dovrebbero apparire i primi cuccioli, che usciranno uno dopo l’altro. Durante il parto non è necessario fare nulla, in quanto penserà a tutto la gatta (recidere il cordone ombelicale, rimuovere la placenta, pulire i gattini e controllare che emettano i primi vagiti). Una volta terminato il tutto, quindi, non resta che lasciarla riposare ed accudire al meglio i suoi piccoli.