Quali sono le malattie del gatto anziano

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I nostri gatti sono parte di noi, li amiamo fin dal primo momento in cui incrociamo i loro sguardi da cuccioli sornioni. Le stagioni della vita lentamente passano, piene di momenti belli e intensi sempre passati a stretto contatto con gli amici a quattro zampe. Il tempo scorre inesorabile e può iniziare a comparire qualche acciacco o problema di salute che è in grado di minare la serenità di Micio. Ci sono alcune condizioni più comuni e tutto sommato gestibili, come ad esempio la comparsa del diabete oppure una lenta quanto impercettibile perdita di peso, che possono verificarsi nel gatto anziano. Il riferimento è generalmente a esemplari che raggiungano e superino la soglia dei 10 anni di età, i quali possono essere colpiti da tutta una serie di patologie diverse andando incontro a una riduzione graduale delle principali funzionalità organiche. E’ bene imparare a conoscere e riconoscere le malattie del gatto anziano, così da combatterle con il giusto mix di accorgimenti ambientali e in fatto di alimentazione ma soprattutto ricorrendo per tempo alla migliore assistenza sanitaria.

Dolori articolari e come contrastarli

E’ l’artrite il nemico numero uno dei gatti anziani: i dolori articolari si iniziano a presentare inevitabilmente poiché si verifica una graduale usura delle cartilagini e delle articolazioni. Cosa comporta tutto questo? Che si riducono l’elasticità e soprattutto la mobilità, ovvero quei tratti caratterizzanti la vita stessa del gatto. Di conseguenza, gli animali trovano difficoltà nel momento del salto così come anche quando debbano occuparsi dell’igiene personale. Il gatto diventa con tempo meno incline al gioco, poiché prova dolore quando deve compiere determinati movimenti. Cosa fare? Intervenire sull’alimentazione può essere utile per gestire la sensibilità articolare del gatto: ok all’assunzione di Omega 3 a catena lunga, così come anche glucosamina e condroitina che agiscono come toccasana per le cartilagini. Disponete in casa delle piccole rampe per agevolare i movimenti di Micio, che potrà così spostarsi con più disinvoltura. Allo stesso tempo sarà utile rendere più agevole l’accesso alla cassetta igienica, scegliendo un modello più basso.

Il diabete e l’aumento della glicemia

Si stima che circa un gatto su 200 sviluppi il diabete mellito, specie quando diventa anziano e comunque in genere una volta superata la soglia dei 7/8 anni. Stiamo parlando di una patologia la cui comparsa si lega spesso a doppio filo con un’altra problematica, ovvero l’obesità. E’ ovvio quindi come sia importante intervenire per il corretto mantenimento del peso forma del gatto così da impedire che una simile condizione compaia. Cosa accade? Quando il gatto sviluppa il diabete mellito, il suo pancreas finisce per produrre una quantità inferiore di insulina rispetto a quella che sarebbe necessaria. Aumenta di conseguenza il glucosio nel sangue, così come la glicemia. Occorre somministrare dell’insulina ogni giorno, soprattutto però si deve impostare un regime alimentare specifico che si basa su una rigida tabella oraria. Tra i sintomi da riconoscere c’è una frequente ed eccessiva minzione, un forte aumento di fame e sete ma soprattutto – come accennato – il fattore principale è l’obesità.

Perché i gatti anziani perdono peso e come intervenire

Nel caso in cui ci si renda conto che il proprio gatto sta perdendo peso, specie se si tratta di un animale anziano, bisogna andare dal veterinario in modo da capire quale sia la possibile causa e intervenire tempestivamente. Il micio di casa può perdere l’appetito per tutta una serie di condizioni, ad esempio:

  • problematiche legate al cavo orale, legate alla masticazione resa dolorosa da difficoltà a denti e gengive;
  • problematiche alla capacità gustativa e olfattiva, che riducono la voglia di cibo;
  • disturbi a livello digestivo, che rendono difficile l’assorbimento delle sostanze nutrienti.